06/11/2010
piccoli piaceri della vita..
Per caso ho sentito stamattina l'argomento di una trasmissione radiofonica,
pare che qualcuno abbia scritto un libro sui piccoli piacere idella vita.
Ma propio piccoli eh!
Quelle piccole cose che ti rendono bella una giornata.
Ad esempio a qulcuno piace il tintinnare degli orecchini quando li indossi o anche
quando scuoti la testa, a pensarci pure a me piace sta cosa, non ci avevo mai fatto caso ma è vera.
Oppure, fissare l'oblò della lavatrice, Ha un certo fascino!
Pare che la Marghareth thacher si rilassasse pulendo la lavatrice dai peletti.
Ma ve la immaginate? Nel periodo del suo immenso potere, Il suo segretario le chiedeva:
" Milady sono al telfono con la regina per le Falkand cosa facciamo?
E Lei li con la testa immersa nella lavatrice tutta presa dai suoi peletti.. Ma poi che razza di lavatrice aveva la Tacher
che tratteneva i peletti?
Va be..
Mi son ritrovata a pensare a me stessa e al fatto che io sono sempre stata un esperta in questo,
fi da piccola.
I miei piccoli piaceri erano semplici, come dondsolarmi sulla sedia a dondolo persa i mondi lontani,
oppure mi privavo per un po' di qualcosa, tipo la gommina per i
capelli, una cosa tanto inutile quanto presiosissima negli anni ottanta (chi li ha vissuti come me se lo ricorda)
E quando la ricompravo mi sentivo WoW Alla moda come tutti !!
Si lo so mica son normale io.
E comunque sta cosa qua mi ha fatto riflettere,
Si perchè ultimamente non presto più attenzione alle piccole cose.
E questo non mi piace.
16:12
Scritto da: colorataebuffa
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18/09/2010
Grazie a ancora Grazie...
La vita a volte è dura.
E allora dopo l'ennesima mazzata ci si adegua.
Per auto difendersi si erge una corazza attorno al cuore, piano piano, giorno dopo giorno, mese dopo mese anno dopo anno.
E alla fine quella corazza è talmernte dura che risulta inscalfibile.
E tu ti senti bene, tisenti wonderwoman perchè puoi fare tutto con distacco, puoi affrontare qualsasi cosa.
In realtà però te ne perdi molte altre.
Poi un giorno.. Inaspettato, Nella tua vita arriva qualcuno, che con la sua semplicità e con la sua freschezza, incomincia a scalfire quella corazza.
Piano piano s'incrina poi si spezza, e incomincia perdere i tocchi per strada.
Adesso ho capito.
ora lo so.
Avevo bisogno di quello, e allora qualcuno è arrivato qua chissà da dove appositamente per me.
Un angelo.
Per quello, Lui stava al buio, non poteva farmi vedere le sue ali.
Lui non poteva dirmi il suo nome, gli Angeli non hanno un nome.
NOn poteva incontrarmi dal vivo, è praticamente impossibile.
Ora ho capito, ora lo so, ora vivrò le emozioni, eprchè senza di esse la vita non ha un valore, non c'è come provare una cosa bell per sapere che non ne puoi più fare a meno!
Grazie Angelo mio, grazie di essere venuto, Grazie di avermi fatto capire, grazie di avermi accompagnato a varcare il portale dei sentimenti, grazie per essermi stato vicino e adesso io non ho più paura di amare.
Grazie te ne sarò grata eternamente.
***
Ma.... e quell'altro?
Quel'altro chi?
Quello che sfugge sempre?
A be, quello era solo un ivolucro, colui il quale il mio angelo si è servito ma ormai è vuoto e privo d'importanza.
non serve più!
10:06
Scritto da: colorataebuffa
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30/03/2010
31 marzo 1990

Era un giorno di primavera come molti altri.
Bello caldo e soleggiato, di quel sole avvolgente e giallo che doveva mettere solo allegria.
E lei allegra lo era di sicuro ma era anche un po' inquieta, d'altronde non sapeva cosa le serbasse il futuro e quel giorno li, rappresentava di certo una svolta importante.
Guardava assorta le camelie, mentre qualcuno le sistemava i capelli, avrebbe voluto piangere ma non poteva.
Sua madre fece capolino dalla cucina e si assicurò senza tanti complimenti che tutto quel trambusto passasse presto perchè troppa gente per casa le dava fastidio, aveva già deciso da tempo che non avrebbe partecipato ne alla cerimonia ne al ricevimento, la sua malattia fatta di pensieri sconnessi e strani, glielo impediva.
Ma sua figlia era forte, in fondo gliel'aveva insegnato lei a esserlo ed ad avere una grande autostima, e di questo gliene era stata sempre grata, ora non lo poteva sapere ma anni dopo quegli insegnamenti, gli sarebbero serviti ancora maggiormente.
Scacciò via i pensieri brutti, si alzò raggiante nel suo abito bianco che sembrava una nuvola, diede un bacio sulla guancia a sua madre e si avviò fiera verso il suo destino.
Suo padre commosso la prese sotto braccio e insieme varcarono la soglia della chiesa adorna di gerbere arancioni e gialle e rami di fiori di pesco, la musica riecheggiava tra le colonne, Lui era li ad aspettarla all'altare, bello nel suo completo nero, di rigore, con gli occhi azzurri che gli brillavano come non mai.
Gli sorrise, e si aggrappò un po' goffamente alla mano che le tendeva.
Si guardarono per un attimo negli occhi, e poi dritti davanti a loro. La musica cessò.
****
Da quel giorno son passati ventanni, e quei due sono ancora qua, ne han passate di belle e di brutte ma, quella mano è ancora salda una nella mani dell'altro, mentre gli occhi rivolti sempre verso un punto non ben precisato perchè come diceva KIm sulle sue figurine di Love Is:
L'amore non è guardarsi negli occhi,
ma tutti e due nella stessa direzione.

19:58
Scritto da: colorataebuffa
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